Nel 1974 nasce a Potenza Picena la pratica dell'Hockey su Prato da parte di un gruppo di appassionati, alcuni dei quali militanti nella squadra del C.U.S. ANCONA. Il primo in assoluto fu il Sig. Mario Properzi che in qualità di studente universitario venne a sapere che ne C.U.S. lavorava un maestro dello sport il Sig. Gianni Rossi di Ferrara tecnico di Hockey su prato di livello nazionale. Il dott.Properzi preso dalla curiosità chiese al tecnico di essere disponibile ad insegnare l'Hockey ed in pochi giorni convinse alcuni universitari a costituire una vera e propria squadra. Oltre a studenti universitari furono tesserati alcuni atleti di Potenza Picena fra cui Paolo Grandinetti che affascinato da questa nuova disciplina lasciò l'atletica. Grandinetti iniziò subito a far praticare l' Hockey nelle scuole e nel 1976 con Properzi depositarono in Federazione Italiana Hockey (FIH) lo Statuto ed Atto Costututivo della neo società sportiva Hockey Potenza Picena , nel gennaio 1977 dopo aver ottenuto l'affiliazione, la società sportiva partecipò al primo campionato di hockey su prato utilizzando il Campo Sportivo Scarfiotti.

   
 
         
 

LE ORIGINI DELL' HOCKEY

Le sue origini sono antichissime.
Non è un mistero che tracce di giochi di "bastone e palla" sono attestate presso ogni civiltà. Per ogni dove, in ogni continente, sono state rinvenute sculture, dipinti, manufatti decorati con scene raffiguranti giochi simili all'hockey. Ma è soprattutto in Europa, Isole Britanniche e Francia in primis, che l'hockey su prato ha trovato terreno fertile. E nell'Europa medioevale l'hockey è assai popolare.
Tra il 1863 ed il 1875, in Inghilterra l'hockey moderno, insieme al football e al rugby, prende forma definitiva, con la nascita della relativa federazione. Nel 1861 nasce il primo club di hockey e in pochissimo tempo, con l'ingresso di tante altre formazioni, viene tracciato il primo regolamento ufficiale di gioco.
Sotto l'enorme spinta dell'imperialismo britannico, l'hockey su prato si diffonde in tutto il mondo e in special modo proprio nelle colonie. Infatti, è fra gli sport attualmente più popolari in India, Pakistan, Australia e Nuova Zelanda, nazioni che da sempre fanno parte, assieme alle europee Germania, Olanda, Inghilterra, del vertice dell'hockey mondiale. Mettiamo subito le cose in chiaro: non parliamo di uno sport per "fighetti".
Questa immagine è obsoleta e assolutamente fuorviante. L'hockey su prato viene giocato da tutte le fasce sociali e a tutte le età. Per di più, ormai, l'equipaggiamento non è costoso come una volta e viene per la maggior parte fornito dai club. Squadre di 11 giocatori con panchina di 5 elementi per le sostituzioni che sono continue e senza limitazioni. Partita diretta da due arbitri, di due tempi di 35 minuti con un intervallo di 10. Regole principali semplici (es. è vietato giocare la palla con la parte tonda del bastone o alzare il bastone sopra l'altezza delle spalle nell'esecuzione di un tiro, oppure toccare la palla con qualsiasi parte del corpo escluso il portiere all'interno delle propria area di tiro).
Interessante notare che nell'hockey su prato non esiste la posizione di fuori gioco, in modo da favorire tattiche improntate alla velocità e ai ribaltamenti continui di fronte d'attacco.
Il buon giocatore deve possedere tre qualità tecnico-tattico-fisiche basilari: destrezza, agilità e capacità di valutazione tattica del gioco.
Ma il plus determinante di questo sport è da ricercare in ambito culturale. L'hockey è, infatti, sport da veri gentiluomini, dove le doti morali e comportamentali sono messe al primo posto.
E il paese dove l'hockey su prato ha visto gli albori, che ha introdotto delle regole, la connotazione di sport "da gentiluomini" e che poi lo ha esportato in tutto il mondo come si comporta?
Già dal 1895 le hockeiste, in Inghilterra, dopo aver "scandalosamente" stabilito di adottare le medesime regole di gioco della già costituita Hockey Association (maschile), chiedono con forza di entrare a farne parte, ricevendo un netto rifiuto.
Nasce così la separatissima federazione femminile inglese (pensate che ancora oggi vige la norma che nessun uomo possa avere cariche direttive nelle società e nella federazione femminile inglese) e successivamente la federazione internazionale esclusivamente femminile (IFWHA), fierissima e isolatissima, la quale solo nel 1982 cede e accetta di fondersi con la Federazione Internazionale di Hockey.
E meno male che è nato proprio in Inghilterra...

 

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