LE
ORIGINI DELL' HOCKEY
Le sue origini sono antichissime.
Non è un mistero che tracce di giochi di "bastone
e palla" sono attestate presso ogni civiltà.
Per ogni dove, in ogni continente, sono state rinvenute
sculture, dipinti, manufatti decorati con scene raffiguranti
giochi simili all'hockey. Ma è soprattutto
in Europa, Isole Britanniche e Francia in primis,
che l'hockey su prato ha trovato terreno fertile.
E nell'Europa medioevale l'hockey è assai popolare.
Tra il 1863 ed il 1875, in Inghilterra l'hockey moderno,
insieme al football e al rugby, prende forma definitiva,
con la nascita della relativa federazione. Nel 1861
nasce il primo club di hockey e in pochissimo tempo,
con l'ingresso di tante altre formazioni, viene tracciato
il primo regolamento ufficiale di gioco.
Sotto l'enorme spinta dell'imperialismo britannico,
l'hockey su prato si diffonde in tutto il mondo e
in special modo proprio nelle colonie. Infatti, è
fra gli sport attualmente più popolari in India,
Pakistan, Australia e Nuova Zelanda, nazioni che da
sempre fanno parte, assieme alle europee Germania,
Olanda, Inghilterra, del vertice dell'hockey mondiale.
Mettiamo subito le cose in chiaro: non parliamo di
uno sport per "fighetti".
Questa immagine è obsoleta e assolutamente
fuorviante. L'hockey su prato viene giocato da tutte
le fasce sociali e a tutte le età. Per di più,
ormai, l'equipaggiamento non è costoso come
una volta e viene per la maggior parte fornito dai
club. Squadre di 11 giocatori con panchina di 5 elementi
per le sostituzioni che sono continue e senza limitazioni.
Partita diretta da due arbitri, di due tempi di 35
minuti con un intervallo di 10. Regole principali
semplici (es. è vietato giocare la palla con
la parte tonda del bastone o alzare il bastone sopra
l'altezza delle spalle nell'esecuzione di un tiro,
oppure toccare la palla con qualsiasi parte del corpo
escluso il portiere all'interno delle propria area
di tiro).
Interessante notare che nell'hockey su prato non esiste
la posizione di fuori gioco, in modo da favorire tattiche
improntate alla velocità e ai ribaltamenti
continui di fronte d'attacco.
Il buon giocatore deve possedere tre qualità
tecnico-tattico-fisiche basilari: destrezza, agilità
e capacità di valutazione tattica del gioco.
Ma il plus determinante di questo sport è da
ricercare in ambito culturale. L'hockey è,
infatti, sport da veri gentiluomini, dove le doti
morali e comportamentali sono messe al primo posto.
E il paese dove l'hockey su prato ha visto gli albori,
che ha introdotto delle regole, la connotazione di
sport "da gentiluomini" e che poi lo ha
esportato in tutto il mondo come si comporta?
Già dal 1895 le hockeiste, in Inghilterra,
dopo aver "scandalosamente" stabilito di
adottare le medesime regole di gioco della già
costituita Hockey Association (maschile), chiedono
con forza di entrare a farne parte, ricevendo un netto
rifiuto.
Nasce così la separatissima federazione femminile
inglese (pensate che ancora oggi vige la norma che
nessun uomo possa avere cariche direttive nelle società
e nella federazione femminile inglese) e successivamente
la federazione internazionale esclusivamente femminile
(IFWHA), fierissima e isolatissima, la quale solo
nel 1982 cede e accetta di fondersi con la Federazione
Internazionale di Hockey.
E meno male che è nato proprio in Inghilterra...